"La Mistica Perugia" - atto VI

Prefazione...

Dopo il colpo di stato ai danni del movimento Carthiano e la caccia di sangue sull'ex reggente Antinori, Teodorico Gellio degli Uberti, il nuovo principe di Perugia, dopo aver ripristinato il dominio secondo canoni più tradizionali indice un incontro con tutti i fratelli. Nell'Ordo Dracul, serpeggiano dissapori tra il neo-principe e l'anziano ventrue Montecorvo, mentre nuove cariche e differenti status sono stati assegnati o lo saranno a breve. Come sempre da ogni cambio di leadership derivano riassetti, favorevoli per alcuni e meno per altri.

Da dimenticare, quasi certamente,  processi e giurie votazioni ed elezioni! Quello che è certo è che lo stampo del dominio tornerà ad essere quello "classico" per la società dei dannati: un feudalesimo, basato sullo status e sui favori, in cui vale la legge del più forte... (anche e soprattutto politicamente!). Tornerà, in tutta probabilità, la carica di Arpia, che dal quale puro capriccio dipenderà la sorte di molti...

In tutto questo panorama, molte, troppe domande sono ancora insolute...

Dove sono i  guardiani di Tifone? quale è il loro scopo? Che ne è dei maghi, quale il loro disegno?  Quali segreti saranno stati svelati dai fratelli più curiosi e bramosi di informazioni?

Un paio di giorni prima del Contio principis, compaiono in Perugia stormi di corvi. Semplici fenomeni naturali o cattivi presagi?


Riepilogo della serata....

Il primo Contio Principis indetto dal nuovo Principe Teodorico Gellio degli Uberti, organizzato nello stesso teatro della periferia di Corciano in cui avvenne il colpo di stato ad ottobre, inizia con il discorso del regnante alla comunità con il quale introduce ufficialmente le nuove cariche del dominio: la Marchesa Demetra Albertis è Siniscalco, Anselmo degli Uberti il nuovo Primogenito dell'Ordo Dracul. Mario Calderini, detto Caldera, è lo Sceriffo, assistito dai Segugi Aquila, Tiziano Manzoni e la riconfermata Gazza, mentre Iris Moro viene nominata Notaio. Vengono reintrodotte le Arpie, nelle figure di Padre Isaia e del Conte Jerome de la Croix. Il Garante di Culto invece, viene decretato che verrà scelto nella serata. Infine, alcuni nuovi Fratelli giunti nel dominio da poco si presentano formalmente davanti al Principe. In conclusione, il Principe annuncia che questa sera ci saranno ospiti: una delegazione di Roma, dominio Lancea Sanctum guidato dal Cardinale Callisto Borgia. Roma è il dominio più potente ed influente d’Italia, pertanto la raccomandazione di Teodorico è di mostrarsi rispettosi nei confronti dei visitatori e al tempo stesso forti e saldi come comunità.

Gli ospiti non si fanno attendere: poco dopo il discorso del Principe questi si annunciano dunque alla sicurezza e vengono fatti entrare in Elysium. Quando le porte vengono aperte, tutti notano che un impressionante stormo di corvi neri si è appollaiato intorno all’edificio, gli stessi di cui alcuni fratelli avevano già saputo trovarsi nei dintorni del monastero di Deruta e poi in Perugia.  Dopo un suggestivo ingresso in processione, con tanto di canti e croce in legno, i delegati si presentano al Principe e alla comunità: sono in cinque, e a capo del gruppo c’è il Daeva Raguel, il quale spiega che scopo della loro visita è portare omaggio al nuovo regnante di Perugia, oltre ad avere alcune questioni interne di cui discutere con i Consacrati locali. Dopo aver assicurato che la loro presenza non sarà motivo di fastidio, gli ospiti posizionano la croce che hanno portato sul palco, vicino al trono del Principe. A quel punto, i diversi Fratelli riprendono la Danza Macabra, e la Lancea Sanctum si riunisce insieme ai delegati.

Diverse questioni rientrano negli interessi della comunità. Fra queste, la notizia di una spedizione di alcuni Fratelli in un certo ipogeo di Elce, ritrovato alcuni mesi fa dalle autorità mortali. Sembrerebbe infatti che qualcosa di misterioso e oscuro sia successo in tale occasione, ma pare anche che si tratti di un segreto molto pericoloso da rivelare. Dopo poco, alcuni Fratelli iniziano a contorcersi come in preda a dolori atroci: che ci sia un collegamento? Anche altri misteri circolano in Elysium, come il furto di una statuetta etrusca da un museo di Solomeo, e un incendio di natura dolosa che ha distrutto il castello di Pieve del Vescovo. Contemporanemente, tutti quelli che cercano di entrare in contatto con i corvi fuori dal teatro, vengono investiti da spaventose allucinazioni in cui uno dei membri della delegazione di Roma, il Nosferatu Abaddon, effettua torture con veri e propri strumenti medioevali.

Nel frattempo, per iniziativa di Aquila, i Gangrel si riuniscono in un’ala dell’Elysium: scopo della riunione è nominare un Priscus che rappresenti il clan, così come i Daeva hanno già fatto eleggendo Anselmo degli Uberti. Aquila non perde tempo e si dichiara Priscus davanti agli altri Selvaggi. La discussione si anima, e viene dunque deciso un metodo ben adatto al clan: una serie di sfide fisiche, combattimenti non letali e regolamentati con cui determinare chi sarà il portavoce del clan. Dopo una lunga serie di sfide, uscirne vincitore sarà Iena, l’ex Sceriffo: Aquila è stato infatti sconfitto dopo poco da Gazza. Si vocifera che ci sia stato l’intervento di qualcuno esterno al clan, probabilmente uno dei misteriosi delegati di Roma…

Nel mentre infatti, gli ospiti romani si separano e si muovono all’interno dell’Elysium rendendo la loro presenza sempre più incisiva: mentre Raguel intrattiene conversazioni con molti Fratelli, soprattutto fra i più potenti e in vista, il Mekhet Jehudiel, notaio del gruppo, si aggira silenzioso nel teatro, e l’inquietante Nosferatu Abaddon non perde alcuna occasione per predicare i precetti della Lancea e lanciarsi in arringhe feroci contro “pagani” ed “eretici”, con particolare astio verso il Circolo della Megera. Sembra che gli altri due membri svolgano un ruolo di guardie del corpo, i Gangrel Golgota e Gerico. Quest'ultimo in particolare è particolarmente aggressivo e rumoroso, tanto da richiamare l'attenzione delle autorità, sebbene senza grandi risultati.

Ad un certo punto, qualcosa di inaspettato investe l’Elysium: tutti i presenti all’interno si ritrovano paralizzati ed immobili, e due figure vestite in maniera bizzarra entrano dalla porta principale, si dirigono sul palco e si presentano: sono i Maghi Odos e Rauros. Il primo prende la parola e, dopo dei brevi convenevoli in cui spiega che il loro arrivo era stato annunciato ma non accolto come loro avrebbero voluto, si sono ritrovati a dover optare per questa modalità, della quale chiedono scusa, ribadendo però l’importanza della loro presenza. Odos poi, portandosi una mano alla tempia, chiede ad un certo Kismat di “sbloccare”: a quel punto i Fratelli riacquistano capacità motoria e si avvicinano minacciosamente ai maghi. Alla richiesta di spiegazioni sulla loro intrusione, questi chiedono che venga loro restituito un guanto che anni addietro prestarono ad Antinori, unico vampiro con il quale essi possono avere contatti. Altra loro richiesta è che il possedimento di Solomeo venga assegnato a Fabio Orlando del Movimento Carthiano, e che entrambe le richieste vengano assecondate entro la notte. Viene chiesto loro di addurre motivazioni alle loro parole, ma ciò che rispondono è che si tratta di questioni che i vampiri non potrebbero capire. Il Principe decide a quel punto che i due devono andarsene, e li fa scortare fuori dai Segugi e dallo Sceriffo con tanto di fucile puntato.

I Fratelli tornano alle loro questioni, con i delegati di Roma che continuano a portare scompiglio e i Primogeniti e il Principe intenti a guidare la comunità e a continuare i loro giochi di potere, quando un fatto ancora più agghiacciante sconvolge la serata: Massimo Romani, Progenie del Farnese nonché Gerofante del Circolo della Megera, ha un malore e inizia a contorcersi, finché la sua testa esplode davanti agli occhi di tutti imbrattando l’Elysium e i Fratelli vicino cui si trovava. Dalle indagini risulterà poi che Romani faceva parte della spedizione all’ipogeo di Elce, andando ad infittire ulteriormente il mistero…

Mentre le tenebre si infittiscono intorno alla Danza Macabra, dando la sensazione che oscure forze si stiano muovendo per vie misteriose, una chiamata arriva al Custode dell’Elysium: è la sicurezza, che ha notato degli strani movimenti intorno al perimetro… e qualcosa ha appena fatto breccia! Si tratta di una forza inarrestabile che penetra nel teatro sfondando la porta: un Lupino, con in braccio Donnola, l’attuale Guardiacaccia progenie di Falco dei Carthiani.  Questa è ferita, sporca e in evidente stato di shock. Il Mannaro scaraventa brutalmente la Gangrel a terra e con un potente ululato terrorizza i Fratelli che non osano avvicinarsi a lui. Si presenta con il nome di Cavalca Vento, e dice di essere un Uratha, Rahu degli Artigli Sanguinari, e che a mandarlo è un certo Grigio. A quanto pare, per colpa dell'inettitudine di Donnola, un certo rito è fallito, e i Licantropi sono dunque adirati. Il Lupino è aggressivo, arrabbiato e volgare, ma il Principe ribatte e gli tiene testa. Il Mannaro se ne va, avvisando i vampiri di non cercare più di avere contatti con loro finché non manderanno un Guardiacaccia degno. Teodorico, dopo aver fatto avvicinare Donnola, la impaletta freddamente. Dopodiché, ordina che i Gangrel e il nuovo Priscus si occupino della questione del Guardiacaccia.

Ristabilita più o meno una parvenza d’ordine, con gli animi sempre più inquieti, i Fratelli tornano a dedicarsi ai propri affari. Sembra che la Lancea Sanctum stia per praticare, con il benestare del Principe una messa di mezzanotte, ma non prima che Padre Isaia, in veste di Arpia, con una critica al modo in cui ha permesso che l’Elysium fosse così accessibile a forze esterne, abbassa lo status di Cerbero. Poco dopo, alcuni rapaci notturni irrompono nell’Elysium e prima che chiunque possa reagire, strappano la bandiera del Circolo della Megera e la portano via. Il Principe ordina dunque che anche le bandiere dell’Invictus e della Lancea Sanctum  vengano rimosse. Cerbero manda il suo ghoul, Fidelio, a eseguire il compito, ma dopo aver rimosso la bandiera dell’Invictus ed essersi avvicinato a quella della Lancea Sanctum, Abaddon da sotto gli intima di non farlo: Fidelio appare spaventato e impacciato, e non riuscendo a svellere la bandiera dei Consacrati, questa rimane imperiosa a torreggiare sull’Elysium

La Lancea Sanctum finalmente si riunisce davanti al palco ed officia un’accorata messa di mezzanotte davanti agli sguardi perplessi di molti altri Fratelli. Nessuno lo può dire con certezza, ma a qualcuno è sembrato di intravedere la bandiera del Circolo della Megera durante la celebrazione venir calpestata dai Consacrati… Dopo la messa, Cerbero provvede personalmente a rimuovere la bandiera della Lancea Sanctum.

Il Movimento Carthiano, che nel frattempo ha eletto Iena nuovo Prefetto e mantenuto un profilo basso per tutta la serata, approfitta della situazione per compiere un’azione provocatoria nei confronti del Principato: appendono la bandiera della loro congrega, che non era stata precedentemente messa in Elysium, dove prima si trovavano lo altre bandiere, e si posizionano dietro di essa in atteggiamento di sfida. Il Principe fa intervenire il Custode e le autorità, e i Carthiani allora rimuovono lo stendardo da soli: ripiegando lentamente e solennemente la bandiera, come in una cerimonia all’onore militare, in ulteriore affronto al Principato.

Poco dopo, una voce risuona per tutto l’Elysium: è quella del mago Odos, che ribadisce ciò che hanno chiesto, scusandosi per i metodi bruschi ma necessari per presentare ai vampiri quella che per loro è una necessità urgente e prioritaria e spiegando che le loro richieste di restituire il guanto e di dare a Fabio Orlando il possedimento di Solomeo vanno esaudite entro la notte, altrimenti i maghi si troveranno costretti a considerare ostili i vampiri di Perugia.

Il Contio Principis sta per giungere al termine, quando il Principe fa convocare Fabio Orlando, incolpandolo del gesto dei Carthiani e deciso a punirlo di fronte a tutti. Dopo aver pubblicamente biasimato lui e il Movimento per l’offesa al Dominio intero, chiede al delegato romano Raguel di punirlo davanti a tutti. Questi accetta, fa inginocchiare il Carthiano e, dopo aver fatto comparire una frusta di sangue dal suo polso, inizia a frustrarlo e umiliarlo. La Bestia di Orlando inizia ad agitarsi, e quando cede alla Frenesia, una bestia ancora più potente si scatena: è quella del Principe stesso, che si getta violentemente sul Carthiano. Ma prima che il suo poderoso pugno possa raggiungerlo, Fabio Orlando, davanti agli occhi increduli di tutto l’Elysium, scompare nel nulla. Che sia anche questa opera dei Maghi?

Dopo pochi minuti, la delegazione di Roma saluta pubblicamente il Principe e la comunità, ringraziando per l’ospitalità e decidendo di lasciare in segno di stima la grande croce di legno che hanno portato con loro. Il Principe ringrazia a sua volta la delegazione per l’onore della loro presenza, e questi se ne vanno. I Mekhet di lì a poco si riuniscono a loro volta per decidere l’elezione di un Priscus: non avendo però molto tempo, decidono di nominare momentaneamente tale il Vescovo Saverio Colonna, in quanto il più anziano delle Ombre.

Il Principe dunque si fa avanti sul palco per salutare i Fratelli e chiudere il Contio Principis…

Sul finire della serata, quando ormai i dannati si stanno organizzando per tornare ai propri rifugi, Teodorico fa abbassare le luci, lasciando solo un faro puntato su di se. Si siede sul bordo del palco e attirando a se l'attenzione dei Dannati parla con una voce flebile, appena udibile, ma inconfondibile nel silenzio improvviso che cala nella sala, che i Fratelli avvertono amichevole...

"Questo, fratelli miei, è quello che accade quando ci si affida ciecamente a qualcun altro. Ho lasciato questa città in mano a mio fratello Ermanno settanta anni fa e lui ha permesso che venisse ridotta in questo stato. Non commetterò lo stesso errore. Non mi dissocerò dal vostro destino, dai vostri interessi. Sarò sempre vigile, finchè ce ne sarà bisogno, cominciando a riparare la situazione sul modo in cui gli altri gruppi sovrannaturali si comportano con noi. Ne avete avuto un assaggio stasera. La scriteriata gestione degli ultimi anni ha portato a farci considerare servi, sempre a disposizione di capricci non nostri. Ma noi siamo i Dannati, non servi con la schiena piegata. Noi siamo padroni di noi stessi e del nostro futuro. Ridiscuteremo gli accordi presi secoli or sono se sarà necessario, siamo disponibili a farlo, ma su basi paritarie non certo subordinate.

Comincio dunque col nominare Vincenzo Braconi nuovo Garante di Culto accogliendo e condividendo appieno la proposta della Marchesa Albertis, rinnovando la mia stima per Vincenzo e riconoscendogli la necessaria apertura mentale e onestà intellettuale per svolgere appieno un compito che la sua stessa congrega ha introdotto nella nostra società che intendo mantenere quale importante contributo. Avete un compito difficile davanti a voi Vincenzo, fatevi onore nell'adempierlo.

Inoltre metteremo alla porta gli ipocriti, e combatteremo con mano ferma e implacabile i traditori. Primo tra questi, da questa notte, Fabio Orlando, su cui proclamo una caccia di sangue. Non lo voglio semplicemente distrutto, voglio che mi venga consegnato in torpore, affinchè si possa capire cosa hanno fatto di lui i maghi di pericoloso per tutti noi. Ci sarà sangue in premio per chi me lo porterà."

Teodorico si alza e parimenti la sua voce riprende forza e vigore, snuda le zanne e il suo volto assume fattezze ferali, inconsuete per il morigerato anziano

"Da questa notte rinasce il Principato di Perugia. La società dei Dannati si è ridestata dal suo torpore per prendersi ciò che gli spetta, e non accetterà niente di meno. Ora andate e fate nostro ciò che rimane di questa notte, in attesa che il sole compia il suo ciclo maledetto nel cielo, per tornare al prossimo tramonto, assetati di sangue come mai prima d'ora."

 

 


 Form di valutazione e invio riassunti (SCADE 23 MARZO)
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Commenti


Il clanTAC vi ringrazia per la partecipazione e la motivazione che ci avete dimostrato.
Riepilogando:
1) A breve sarà online, nel sito un form per la valutazione e per l'invio dei riassunti. In ogni caso prima scrivete il riassunto e più fate in fretta perché avete tutto fresco in mente, quindi potete già iniziare.
2) Solo chi compilerà il form riceverà i punti esperienza per far progredire il proprio personaggio e potrà fare azioni di DOWNTIME (vedere sito per maggiori info).
3) DOPO aver ricevuto i riassunti, pubblicheremo il riepilogo della serata (sempre nel sito) con la ricostruzione di quello che, come personaggi, ritenete sia successo al contio principis.

Avete giocato un live "frenetico"... il merito (o colpa) è di voi giocatori e ne siamo molto felici: ciò che è accaduto è conseguenza delle vostre azioni nei precedenti Live e nei downtime. Vi invitiamo a riflettere su tutto l'accaduto e porvi domande in-game. Immaginiamo siate confusi dalle numerose cose accadute, ma se ci riflettete e indagate maggiormente, scoprirete i segreti e gli intrighi de "La mistica Perugia"

Ringraziamo Gabriele (il fu Massimo Romani) per la sportività con cui ha accettato il triste destino del suo personaggio (morte ultima, decisamente improvvisa, come frutto delle sue azioni). Come detto ad inizio Live, il mondo di tenebra ospita forze potenti... benevole o maligne sarà a voi stabilirlo.... e da questo fatto vi è ancor più chiaro. Vorremmo quindi che iniziaste a porvi dei "sani" dubbi su tutte le altre realtà del mondo di tenebra: maghi, mannari, spiriti, demoni, fantasmi... sono portatori di verità o fonti di menzogna? chi vuole veramente il bene della città e chi lo ostacola? Siete forse pedine vittime di inganni o ci sono veramente cose che non potete comprendere? A voi il giudizio: il destino della città è già scritto nei numerosi fili del destino, dipenderà dalle vostre azioni scegliere quale di queste vie sarà perseguita.

Staff Narrativo.