La mistica Perugia: atto VII: " Fai la tua scelta"

ANTEFATTO

Sono passati due mesi dall’ultimo Contio Principis.

Il Principato è quasi del tutto stabile, è stato nominato un nuovo Garante di Culto: Vincenzo Braconi, e Falco ha ripreso il suo ruolo di Guardiacaccia. Iena è stato nominato Priscus Gangrel, nonché eletto Prefetto del Movimento Carthiano, congrega che sebbene manchi ancora di un Primogenito al consiglio continua a dimostrare di non avere intenzione di arrendersi e continuare a perseguire i propri ideali, mentre Fabio Orlando resta sempre introvabile sebbene la caccia di sangue sulla sua testa.

Il Vescovo Saverio Colonna è stato nominato temporaneamente Priscus Mekhet, e sotto la sua guida i Consacrati sono sempre più forti e motivati. Il Circolo della Megera, umiliato dalla visita della Lancea Sanctum di Roma all’ultimo Contio Principis, è in ulteriore difficoltà per la morte del Gerofante Massimo Romani, avvenuta proprio in Elysium all’ultimo incontro.

L’Invictus, sotto la guida della Marchesa Demetra Albertis, Siniscalco del Dominio, resta ben ancorato nella sua posizione di forza, detenendo la maggior parte dei possedimenti cittadini.

L’Ordo Dracul rimane la congrega dominante, con il Principe Teodorico Gellio degli Uberti ormai saldo nel guidare la città, mentre Montecorvo non si vede in giro da diverse notti: ormai pare chiaro che non scorra buon sangue tra lui e il principe.

Attualmente, sembra che nessuno abbia la minima idea (o voglia parlare) di dove sia andato Antinori dopo il suo esilio, e la Marchesa Albertis ha comunicato a tutti i Fratelli che in estate darà una sontuosa festa per celebrare il centenario del suo Abbraccio.

La danza macabra continua inesorabile...

La notte del primo maggio, però, le attività di tutti i Fratelli vengono improvvisamente interrotte dalla comunicazione di un Contio Principis straordinario ed urgente che avverrà la notte seguente. Nessuna delle cariche cittadine o degli anziani scuce alcuna informazione e il brevissimo preavviso non consente ai fratelli di organizzare le attività progettate al lungo termine. Resta quindi da vedere quale sia la ragione di tanta urgenza e segretezza...

 


RIASSUNTO [pubblicazione 19/09/2014]

La notte del primo maggio, i Fratelli si riuniscono urgentemente in Elysium, come disposto dal Principe.

Molti mancano, ma vi sono anche facce nuove. Fra i grandi assenti, figurano i primogeniti tutti: Mània, il Vescovo Colonna, Anselmo degli Uberti e la Marchesa Albertis. Dopo aver dato il benvenuto, il Principe espone il grave motivo dell'improvviso incontro: la Marchesa Demetra Albertis, Primogenito Invictus nonché Siniscalco del Dominio, è stata distrutta nel suo stesso rifugio. Le prime indagini dello Sceriffo Mario Calderini e del Vescovo Colonna hanno indicato come colpevole lo scomparso carthiano Fabio Orlando, aiutato dai maghi Odos e Rauros. La notizia getta nello sconforto il Primo Stato. Il Principe chiede alla comunità di prodigarsi per risolvere la situazione, trovare il colpevole e scoprire tutta la verità, ma questo non ferma i giochi di potere che subito si creano per riempire i vuoti di potere creatisi.

 Improvvisamente, un altro fatto porta disordine al Contio: Coboldo irrompe all'interno, la sua Bestia furibonda a malapena tenuta sotto controllo, la sua carne evidentemente straziata da gravi ferite. L'anziano Nosferatu annuncia che lui e Mània, andati a parlare con Veive, lo hanno trovato letteralmente pietrificato, con in mano una statuetta etrusca, la stessa trafugata dal museo di Solomeo pochi mesi addietro. Quando hanno preso la statuetta, i due anziani Nosferatu sono stati attaccati da misteriose entità. Da qui, la tragica notizia: Mània è stata distrutta, mentre Coboldo è riuscito a portarsi in salvo con grande difficoltà. Ma il Primogenito del Circolo della Megera non è l'unica vittima. Nelle notti precedenti, anche Maria Serra, progenie del Farnese, e Lucilla Angelini, che si scopre fosse progenie del Professore, l'antico Guardiano di Tifone conosciuto come Nethuns, sono state distrutte. Il Farnese ha iniziato ad indagare, e la gravità della situazione ora impone che il Professore stesso venga a far visita ai Fratelli, e ciò avverrà a breve.

 L'anziano Ventrue non si fa attendere ed arriva dopo breve tempo, rendendosi disponibile a parlare con chi lo desideri. Prima però spiega quali sono le necessità del caso. Il Professore spiega che né lui né il Farnese hanno le conoscenze necessarie a comprendere a fondo cosa stia succedendo o chi li stia attaccando, pertanto è necessario ricorre a una soluzione estrema: spiega dunque che 500 anni fa, lui e il Farnese decisero di estrarre alcuni loro ricordi dalle proprie menti. Il motivo è che tali conoscenze, erano state allora ritenute pericolose, pertanto decisero di sottrarsele e sigillarle in un oggetto a forma di teschio che poi nascosero.

I due sono dunque convinti che in quelle memorie vi sia la chiave per risolvere il mistero, ma un grosso problema sorge ora. Quando nel 1700 Ascanio della Corgna prese il trono, succedendo al Farnese, egli gli affidò in custodia il teschio che era incastonato sul trono.

Ascanio, inizialmente tenne il teschio, ma quando Tages andò in torpore, improvvisamente lo nascose, apparentemente senza rivelarne a nessuno l’ubocazione...

Come ormai è noto, anni dopo, il Ventrue  Della Corgna scampò per poco alla distruzione, e successivamente finì diablerizzato dal Grifo Nero, nel tentativo estremo di riportarlo sul trono e “divenire una cosa sola”.

 La speranza di ritrovare il prezioso oggetto risiede dunque nel vecchio Principe di Perugia: Cesare Maria DeVecchi. L’idea è che l’ex principe possa conservare nella sua mente qualche frammento dei ricordi del diablerizzato Ascanio e quindi rivelare il nascondiglio del teschio  stesso.

 Con questa rivelazione, il professor Nethuns, confessa quindi che il Grifo Nero non è stato distrutto dopo la sua cattura, su esplicita richiesta, o meglio direttiva, del Farnese stesso. Nethuns aggiunge che proprio nel contempo, Tages stesso sta risvegliando l’ex principe.

Per i fratelli, sarà necessario dunque svolgere un rituale con cui evocare i ricordi di Della Corgna nel Grifo Nero, affinché da essi si possa ritrovare il teschio. Il Principe acconsente a questa proposta, solo dopo essersi assicurato la promessa del Grifo Nero di andarsene da Perugia la notte stessa, dopo il rito.

 Cesare Maria de Vecchi non tarda e puntualmente si presenta in Elysium. Dopo dei brevi e formali convenevoli con Teodorico Gellio degli Uberti, il Professore richiama sul palco tutti coloro possano aiutare, non solo con i loro poteri ma anche chi possa avere idea di quali parole possano smuovere la coscienza di Ascanio a riaffiorare dal subconscio del Grifo Nero. Il rituale inizia, e il Grifo cade in uno stato semi-catatonico. In diversi cercano di attirare Ascanio, cercando le parole giuste, provando ad utilizzare i propri poteri. Addirittura dottor Vittorio Rinaldi, carthiano, inietta all'ex principe una sostanza mista a sangue... che sembra addirittura avere un effetto rilassante sull'anziano! Con non poca fatica, alla fine dalla bocca del Grifo Nero escono parole dei ricordi del suo sire: consegnò il teschio all'allora Vescovo Giovan Gabriele, (oramai distrutto) il quale lo nascose in una sua proprietà a Colle della Trinità. Terminato il rito, il Grifo Nero si riprende, ma anche se appare provato e spaesato non perde la sua compostezza. Annuncia che manterrà fede alle sue promesse, e se ne va.

 Lo Sceriffo Calderini nel frattempo non indugia ed organizza una squadra di Fratelli per partire alla volta del luogo di custodia del teschio. Il posto, viene trovato in condizioni di decadimento... ma al suo interno sembra che sia disabitato da non più di due anni. I Fratelli ritrovano simboli religiosi e testi della Lancea Sanctum, e riferimenti a uno strano gruppo religioso….

Nei sotterranei infine, trovano l'agognato oggetto della cerca: il teschio. Tornati in Elysium, lo consegnano al Professore, che nel frattempo ha avvertito il Farnese...

 Le luci si offuscano, per un attimo il silenzio cala in Elysium… il Farnese è entrato senza essere notato da nessuno. L'antico vampiro saluta il Principe inchinandosi in segno di rispetto, riconoscendolo come regnante davanti a tutti. Osservando i Fratelli presenti, si rivolge personalmente a molti di loro, con alcuni incuriosito, con altri disponibile a rispondere ad interrogativi... e davanti a tutti, dichiara che proteggerà Perugia con tutte le sue forze. Il Professore dunque dispone tutti i Fratelli intorno a lui e al suo antico amico e dà indicazioni sul rituale che sta per compiersi. I due anziani si mettono uno davanti all'altro con il teschio fra loro e iniziano a recitare versi in etrusco. L'anziano Khaibit inizia a contorcersi come in preda a dolori lancinanti, mentre il Professore, ripresosi, appare sconvolto e terrorizzato, lo implora di calmarsi.... e fa riferimento a un nome sconosciuto: Februus. Il Farnese non lo ascolta e, con un urlo lancinante, l'oscurità cala in Elysium.

 Nethuns è in preda alla paura, mentre Tages appare furioso: ha recuperato i suoi ricordi.

 Questi annuncia al Ventrue che non lo ascolterà di nuovo, come 5 secoli prima, perché il risultato delle loro azioni è stato disastroso. Inizia ad indicare i Fratelli di Perugia come causa scatenante del disastro: Februus, chiunque egli sia, è di nuovo sveglio. Il Farnese chiama idioti e inetti tutti i presenti, e annuncia che sarà lui stesso dunque a distruggere personalmente Februus, una volta per tutte, per avere la sua vendetta.

Il Professore prova a farlo ragionare, dicendogli che il sacrificio sarebbe troppo grande, ma Tages è troppo potente e fuori di sé, e lo zittisce. Dichiara dunque che prima di tutto eliminerà coloro che hanno aiutato direttamente il risveglio di Februus: chiama davanti al suo cospetto Aquila, Jerome de la Croix, Cerbero, Tiziano Manzoni, Nicole Antonelli, Raffaele Conti, Padre Isaia e Falco. Non tutti questi sono presenti, ma poco importa all'anziano che dichiara che troverà gli assenti poi. L'antico dannato è evidentemente infuriato: arriva anche a staccare la testa a un giovane Gangrel dell'Invictus che non si è spostato alla sua richiesta. Sembra che ormai ragionare sia inutile.

 Le cose si mettono male, il Farnese, fuori di senno, sembra intenzionato a distruggere i convocati, quando il Principe si avvicina e prova a far ragionare Tages. Questi sembra inizialmente ascoltarlo, ma è ostinato e non cede dalla sua posizione, e accusa Teodorico di aver rifiutato la richiesta dei maghi. Quando l'anziano Daeva insiste più volte nel cercare di calmarlo, con uno scatto fulmineo il Farnese evoca un tentacolo di tenebra che divide in due il Principe, distruggendolo nello sconcerto generale. A quel punto nulla sembra più poter fermare il mostro oscuro che sta per distruggere quei Fratelli... quando qualcosa appare.

Una figura oscura si materializza sul palco, vestito di nero e con una inquietante maschera: è il misterioso Februus, che si presenta come “signore di queste terre”.

Egli deride Tages e gli dice di essere caduto nella sua trappola, venendo finalmente allo scoperto.

Il Farnese  distoglie la sua attenzione dai Fratelli e si concentra sulla misteriosa entità, e dichiara che finalmente potrà vendicare il suo sire e Atunis. A quel punto, l'antico Khaibit richiama a sé il potere della Triade... ma qualcosa va storto: si ritrova infatti dolorante a terra, incapace di muoversi. Februus scoppia in una risata, dichiarando che la disfatta di Tages è il risultato diretto delle azioni della sua stessa progenie Massimo Romani, e di un altro tra “quelli dell’ipogeo di Elce” che ha portato la sua velenosa statua al potente sacerdote Veive, ormai pietrificato grazie a questa azione.

  Il Farnese cerca dunque di lanciarsi in un ultimo disperato attacco, ma Februus infine lo abbatte, scagliandolo in quello che chiama “l'Abisso”.

 Februus ha vinto, e si rivolge ai Fratelli rimasti, dicendo loro che tornerà la prossima notte alla stessa ora nello stesso posto, e che allora chi deciderà di rimanere suo nemico verrà distrutto. Prima di andarsene, la sua ultima parola verso 'intera comunità:

 “Grazie.”