La Mistica Perugia

Atto VIII: L'Ultima Speranza

 


Riassunto

Dopo un sonno agitato, in cui in strani sogni molti Fratelli ricevono visioni del Professore, di Coboldo, e addirittura della scomparsa Daeva Atunis, l’Elysium vede di nuovo i suoi ospiti arrivare. Pochi, solo quelli che hanno deciso di rimanere in città, di combattere per la propria esistenza e libertà, o di soggiogarsi al più forte.

Montecorvo è arrivato prima di tutti, insieme al padrone di casa Cerbero, mentre il Vescovo ancora pare non sia tornato. La sua introduzione è chiara: è l’unico anziano rimasto in città, oltre ai rimanenti Guardiani di Tifone, e non permetterà che le Tradizioni e l’ordine costituito vengano meno. Si propone quindi come guida della città almeno per la notte, e non riscontrando opposizione prosegue. Indice dunque un’amnistia temporanea per tutti coloro che sbagliando hanno commesso crimini o aiutato Februus nel suo risveglio, affinché per la notte la collaborazione dei Fratelli sia totale. Dunque annuncia che il suo sire presto arriverà e vorrà parlare con la comunità.

Il Professore non si fa attendere. Spiega davanti a tutti che ha trovato un modo per poter combattere il nemico: studiando le memorie del Farnese ha scoperto e migliorato il rituale che il sire di Tages a suo tempo utilizzò in una situazione simile. Sarà dunque possibile imprigionare di nuovo Februus: per farlo bisognerà prima ritrovare le reliquie di Vanth per poterla risvegliare affinché impegni in battaglia l’antico mago, e approfittando della loro distrazione, imprigionarli di nuovo con il rituale. Questo però richiederà che i Fratelli offrano la loro forza, affinché il rito possa compiersi con successo.

Il discorso del Professore viene dunque interrotto da Coboldo, che compare sulla scena. Il Nosferatu è infuriato, ma mantiene comunque freddezza e lucidità. Accusa il Professore di voler nuovamente creare una situazione di pericolo e di essere troppo vigliacco per affrontare il vero nemico: Februus. Secondo lui, imprigionare di nuovo i due antichi maghi sarà inutile, e offrirà di nuovo a Februus e i suoi seguaci la possibilità in futuro di risvegliarlo. La soluzione che propone dunque Coboldo è sì quella  di svegliare Vanth affinché combatta il marito, ma poi i Fratelli dovranno donare le proprie forze alla dea, affinché possa eliminare definitivamente colui che ha ucciso Tages e vuole assoggettare l’Etruria.

La discussione fra Coboldo e il Professore si accende, quando ecco arrivare una donna che alcuni Fratelli hanno già visto in sogno: Atunis. Ella spiega di non essere stata distrutta dagli Scelesti ma di essere stata illuminata da loro: le hanno fatto capire che le decisioni di Tages erano dettate solo dalla sua meschina sete di vendetta nei confronti di Februus, il quale non ha interesse a nuocere ai vampiri. Il Farnese avrebbe sacrificato con gioia tutti i Fratelli e non solo, per distruggere l’odiato nemico. Se invece i Fratelli lo avessero aiutato nel suo scopo, egli non solo avrebbe lasciato loro la libertà, ma li avrebbe anche ricompensati. La proposta dunque della Daeva è di svegliare comunque Vanth, ma donare poi il potere a Februus, che sconfiggendo la dea otterrà ciò che brama, e sarà grato ai Fratelli.

 

A prescindere da quale strada prendere, a questo punto è chiaro che tutti e tre gli anziani intendono risvegliare Vanth, pertanto è necessario recuperare le tre reliquie in cui è imprigionata: la Lancea Sanctum scopre che la fiala di sangue in loro possesso è proprio quella di Vanth. Il cuore si viene a sapere essere custodito da un prete esorcista di Perugia, mentre l’anello è ancora custodito nel monastero di Cortona. Alcuni Carthiani rivelano di essere già stati a Cortona, cittadina utilizzata dal dominio di Arezzo come città-prigione per individui ritenuti pericolosi: contattano dunque i cittadini locali per chiedere il permesso di andare a far loro visita. La risposta si farà attendere per un po’.

Nel frattempo, una squadra di Fratelli si dirige a Prepo per incontrare il prete esorcista. Questi scoprono che il prete utilizza il potere del cuore di Vanth per i suoi esorcismi, e dunque per attaccare i Fratelli, che però uccidono il sacerdote e recuperano la reliquia.

 

Tornati in Elysium, la risposta di Cortona arriva: vogliono che ad andare a Cortona siano tutti i Fratelli di Perugia, tranne gli anziani, e che non sentiranno altre ragioni. La spedizione dunque viene organizzata e in meno di un’ora i vampiri arrivano a Cortona, dove uno strano Nosferatu che si presenta come Caronte li scorta all’interno della città, in quello che i detenuti locali chiamano Refettorio, una specie di Elysium. Lì fanno la conoscenza con i vampiri cortonesi, un’accozzaglia di inquietanti e bizzarri individui, dalle menti evidentemente disturbate, che però si dimostrano più scaltri del loro aspetto, e che sembrano sapere già qualcosa sulla storia di Perugia. Si scopre che un perugino illustre è ospite a Cortona: davanti allo stupore di tutti, Orazio Antinori fa la sua comparsa. L’ex Reggente di Perugia appare cambiato, la sua mente vacilla e sembra delirare come gli altri cortonesi. Probabilmente, il tradimento di Perugia e l’influenza di Cortona hanno avuto degli effetti caotici sulla sua mente.

La trattativa è difficile, i detenuti in cambio dell’accesso al monastero dove è custodito l’anello vogliono un quarto delle vene e dei proventi economici del dominio di Perugia, una collana con un occhio di vetro (che Iris Moro ha con sé) e una goccia del sangue di Vanth, oltre a un duello di spada fra il perugino Vincenzo Braconi e Cuppolone, uno dei detenuti di Cortona. Il duello avviene e Cuppolone vince, ma i perugini riescono comunque a evitare di cedere una goccia del sangue di Vanth, timorosi della pericolosità di questo nelle mani di pazzi. Recuperato l’anello dunque, ripartono per Perugia.

 

Tornati in Elysium, trovano che il Professore ha allestito e preparato tutto per il rituale, il quale vedrà Ilenia Posti come officiante, in quanto unica rimasta della Progenie del Farnese. I Fratelli si dispongono dunque e il rituale viene celebrato. Il risveglio di Vanth emana un potere tangibile, e le sue incomprensibili parole risuonano nelle orecchie dei Fratelli, così come quelle di Februus che raggiunge l’antica moglie e la ingaggia in una mortale, invisibile battaglia. Le fondamenta stesse della realtà iniziano a scuotersi, quando il Professore annuncia che è il momento di donare la forza di ognuno: è il momento della scelta, quello in cui ogni Fratello sceglie se indirizzare i propri sforzi verso il rituale, per incatenare tutte e due le entità, oppure verso uno dei due immortali per aiutarlo a sopraffare l’altro.

Dopo una estenuante attesa, il rituale si compie: i Fratelli hanno scelto l’equilibrio e Vanth e Februus vengono imprigionati. Ma mentre la loro agonia si fa sentire sempre più fievole, da qualche parte qualcosa, scosso dalle potenze in gioco che si sono scontrate, emana un sordo, potente boato.

 

Perugia è salva, l’equilibrio ha vinto… ma a che prezzo?