Diario di Chimay

Il Calcant si allontana dalle Isole Fluttuanti, seguendo il bagliore azzurro della Spada appena svanito nel cielo, alla volta di chissà quale strano nuovo mondo. Sul ponte della nave Shins esamina il logoro diario che Alastor vi ha consegnato, non si tratta certamente di un oggetto magico ma, anche grazie alle conoscenze di Seltin, capite che i materiali provengono dal Germat e la fattura è quella di un artigiano di Atlaus. Il mago apre il manoscritto e legge le parti integre delle memorie contenutevi.

Ci siamo imbarcati su questa strana nave, l’idea di crearla è stata di Kahlua, lei è sempre stata la più saggia tra tutti noi; non riesco ancora a credere a quanto ci sta succedendo, fino a ieri eravamo ignari di quanto accadesse nel mondo e vivevamo tranquilli ad Atlaus, certo non era una vita priva di difficoltà ma eravamo tranquilli e di umili pretese.

La nave sta ancora attraversando uno spazio senza confini, solo colori e luci intorno a noi. Io e i miei 6 compagni non riusciamo ancora a capire del tutto la nostra impresa ma siamo determinati a proseguire. Il nostro capovillaggio Osvald ci ha spiegato il più possibile.

Pochi giorni fa ci ha radunati chiedendoci di partecipare ad una spedizione di vitale importanza, non ci ha spiegato molto ma lo abbiamo seguito vista la fiducia che noi tutti abbiamo sempre riposto in lui. Il viaggio è stato lungo e non privo di pericoli, ci siamo spinti oltre le Montagne del Corvo, fino alla Valle di Odos. “Ecco amici miei, ecco il frutto delle vostre fatiche” ci ha detto quando abbiamo trovato una strana spada che emetteva una luce azzurra; neppure Kasteel, dando fondo a tutta la sua conoscenza arcana, è riuscito a capire il tanto faticare per una spada, se pur molto particolare, “prendila Kahlua!” ha detto senza avvicinarsi troppo, per un attimo mi è sembrato ne fosse spaventato.

Osvald si è rivelato entusiasta del ritrovamento, il suo strano tatuaggio ha cominciato ad emettere un flebile bagliore del colore del sole
che sorge e ci ha raccontato una storia ai limiti dell’assurdo; a suo dire lui era uno dei 6 dei che avevano creato Carentan, un mondo pacifico e prospero, a quel tempo era conosciuto come Valdos e aveva, come gli altri, infuso i suoi immensi poteri nel mondo da essi creato. Ognuno dei 6 fece erigere un tempio in suo onore in differenti luoghi del mondo e concentrò maggiormente la sua protezione nelle terre ad esso circostanti. Tutto sembrava andare per il meglio, i poteri dei 6 patroni manteneva in perfetto equilibrio il mondo e la sua popolazione, quando un giorno Carentan stessa decise per suo capriccio di fratturarsi in 6 piani, in ognuno dei quali rilegò uno dei patroni.

I patroni si ritrovarono soli ed isolati nelle loro parti di mondo in quanto ognuna di esse era soggetta ad un incantesimo di vincolamento che neanche i loro poteri riuscivano a valicare; ben presto questi si resero conto di una triste verità: ogni piano era destinato alla rovina in quanto intriso dell’immenso potere di uno solo di essi che non veniva controbilanciato dagli altri.

Questo è quanto è inevitabilmente accaduto, Valdos era infatti il Dio del Sole ed il Germat, una volta fertile e verde, ora stava diventando un immenso deserto bruciato dal suo potere, del quale egli stesso stava perdendo il controllo. Il forte legame tra il patrono e la terra di suo dominio portò gli dei stessi ad essere sopraffatti dal loro potere perdendone coscienza e controllo, e portandoli a degenerare insieme al loro piano, perdendo i loro ricordi e le loro conoscenze. Infiacchendosi questi persero pian piano anche le loro caratteristiche divine divenendo mortali e perdendo addirittura il loro Vero nome; il nome con cui sono conosciuti ora é solo un tenue riflesso confuso delle loro Essenze Divine ormai dimenticate dagli uomini.

La Spada di cui siamo alla ricerca ha, a sentire Osvald, o dovrei chiamarlo Valdos.. un forte legame con lui. Forse un tempo la brandì? Magari in un altro luogo o in un altro tempo? Mentre ascoltava le nostre domande, lo sguardo di Osvald si incupì, pensieri bui o malinconici devono averne attraversato i ricordi e non ci diede risposta. Questa spada sarebbe l’incarnazione della speranza stessa e quando questa è arrivata nel Germat attirata dal bisogno di tutti i popoli dei 6 piani di Carentan ha risvegliato le memorie del dio sopito affidandogli la speranza di salvezza del mondo tutto, Osvald, da subito attirato dal suo richiamo, aveva cercato a lungo il luogo dove questa fosse arrivata, sentendone la presenza ma non il luogo preciso. Quest’arma magica è infatti in grado di superare il vincolamento dei mondi e di viaggiare da uno all’altro, oltre che di esaudire un desiderio di chi la brandisce, purtroppo neanche il suo grande potere riesce ad esprimere volontà che vadano oltre il piano dove vengono espresse, ma una volta usata viaggia alla volta di un altro piano.

Osvald ci ha condotto quindi al suo tempio nel mezzo del deserto, sulla facciata principale era incisa la stessa runa che egli ha tatuata sul collo; qui ci ha spiegato di come per salvare i 6 mondi avremmo dovuto cercare di riunificarli sfruttando il potere della spada, ma per fare ciò avremmo dovuto raggiungere il cuore stesso di Carentan.

Dopo ore di discussione sul da farsi, alcuni di noi volevano infatti salvare il deserto dalla rovina nonostante Osvald insistesse sul fatto che sarebbe stato inutile, Kahlua ha capito che se la spada era in grado di viaggiare tra i mondi allora dovevamo usare il nostro desiderio per farlo insieme a lei e chiese all’artefatto di creare un mezzo che la seguisse nei suoi viaggi, sacrificando la nostra terra natale ma concedendogli contemporaneamente una più grande speranza di salvezza, quella di riunirla al resto di Carentan e di riportare l’equilibrio perso da tempo.

La spada si illuminò di un accecante bagliore azzurro e quando i nostri occhi ripresero a vedere era sparita, di fronte al tempio però era comparsa una nave che fluttuava nell’aria, sopra una grande piattaforma in pietra raffigurante un simbolo che raffigura una scimmia, neppure Osvald è riuscito a capirne il significato, è la nave dove ora stiamo viaggiando.

Ci imbarcammo tutti seguendo con lo sguardo la scia azzurra nel cielo con un misto di trepidazione e timore per ciò a cui andavamo incontro, fu in quel momento che guardando Kahlua vidi ne suoi occhi un lampo d'eccitazione, lo stesso che é solito animarla prima di ogni difficile battuta di caccia. Sul timone della nave era inciso lo stesso simbolo della scimmia, ancora non siamo riusciti a capire cosa rappresenti. Non appena la scia è scomparsa la nave è partita.

“Questa parte del diario è molto logora, avrò bisogno di tempo per provare a ricostruirla” esclama Shins. Lasciate tempo al mago di decifrare il manoscritto e vi recate nella stiva della nave, qui consumate un frugale pasto prima di notare molte delle vostre armi migliorate, “Guardate!” Tanalis indica un angolo della stiva dove è riposto il Manto di Mangrovie che aveva trovato nella Palude, “non riuscivo più a trovarlo, e ora eccolo qui migliore di prima!”

“Ormai è chiaro” spiega Lisara “questa nave è nata da un desiderio della Spada e quindi possiede parte del suo potere e della sua coscienza, essa è in grado di rigenerarsi e di soddisfare i nostri bisogni, la Spada Azzurra crede in noi e cerca di darci i mezzi per portare a termine la nostra missione. Torniamo da Shins dovrebbe aver finito ormai.

 ...siamo giunti in un mondo rigoglioso, la nave ha approdato ad un tempio immerso in una fitta boscaglia e si è fermata in prossimità di una altissima costruzione in pietra, chissà se anche questa è stata frutto del nostro desiderio?

 Secondo Gordon la nave ci ha condotti al tempio perchè esiste tra loro un legame sottile, una sorta di rete di energia divina debole ma che non può essere sfruttata. La Spada purtroppo non si trova qui..

 ...quando abbiamo raggiunto la terra sull’architrave del tempio abbiamo notato una runa, era il simbolo del patrono di questo piano, chissà se lo incontreremo?

 ...studiando alcuni reperti all’interno del tempio Gordon è riuscito a capire che il patrono di questo mondo era venerato come Dio del Riposo e della Natura

 ...Kahlua è l’unica che si trova a suo agio in questi terreni insidiosi...

 ...nel piccolo avamposto di Molkot abbiamo incontrato una giovane fanciulla molto interessata alle arti magiche di Spaten, lui si è dimostrato come al solito molto disponibile e ha passato molto tempo con lei...

 Non so ancora come siamo fuggiti a quel drago nero, ma una cosa é certa: Valdos ci protegge. Ora se solo riuscissimo a...

 ...e come dice sempre Kasteel “la speranza é l'ultima a morire".

 Abbiamo usato il desiderio per salvare questo mondo, sappiamo bene che Osvald ci ha detto che sarà inutile, ma speriamo di poter dare un po’ di tregua agli abitanti finché non riusciremo a compiere la nostra missione.

 “Dunque i patroni non ci hanno mentito, se non continueremo il nostro viaggio ciò che abbiamo fatto di buono fino ad ora sarà vano, già una volta il piano della palude è stato sanato come abbiamo fatto noi e col passare del tempo è di nuovo collassato su se stesso, l’unica speranza che ci rimane è quella di portare a termine il compito che evidentemente Kahlua e i suoi compagni non sono riusciti ad eseguire!” ragiona Shins a voce alta.

  ...la compagnia é molto capace e siamo davvero affiatati. Spero che il Calcant, così lo ha chiamato Kahlua, lei afferma che sia stata la nave stessa a suggerirglielo, possa portarci verso il posto…

 Gli abitanti del luogo venerano un Dio che non conoscevamo, Horde, che sia uno dei patroni fratelli di Valdos? Qui era conosciuto come il Dio della guerra e dell’inverno...

 ...la potente lama di Kwak ha dilaniato quell’essere, un fendente di grande potenza, ma quello si è rialzato e ha continuato ad attaccarci, non potevo crederci, doveva essere morto, era morto, era sicuramente morto…

 ...mentre tornavamo al Calcant siamo stati aggrediti da due giganti, non avevamo speranze nello scontro e uno ha trafitto Kwak con la sua immensa lama, per nostra fortuna, quando tutto sembrava perduto, le due enormi bestie sono state attirate all’esterno del tempio da qualcosa, siamo riusciti solo a vedere un nano che combatteva con loro prima di perderli di vista. Abbiamo tentato di usare il desiderio per riportarlo in vita ma non ha funzionato, Kasteel mi ha spiegato che la sua anima ha fatto ritorno nel suo piano di origine, il Germat e come ci aveva detto Osvald neanche il potere della Spada ha potuto superare il vincolamento; neanche le preghiere più potenti di Gordon sono riuscite a ridare vita alle membra del nostro compagno, abbiamo dovuto dirgli addio. Gordon ha quindi utilizzato l’ultima radice di Tenoscura per dare la sepoltura più degna possibile in quelle condizioni al prode guerriero...

 ...non potevamo darci per vinti e abbiamo usato il nostro desiderio per liberare quella terra dalla piaga…

 ”Correte, correte!” le grida di Patrok interrompono la lettura di Shins. “Andate a vedere che succede io continuerò a studiare il manoscritto, non possiamo perdere tempo, non sappiamo quando il Calcant approderà al nuovo mondo e abbiamo bisogno di tutte le informazioni che possiamo trovare” vi esorta con tono perentorio il mago.

Giunti sul ponte trovate Patrok vicino all’uovo che avete legato ad una corda saldamente ancorata sul ponte della nave. L’uovo presenta delle piccole fratture su un lato e ormai è prossimo a schiudersi. “Lasciate che sia io la prima persona che veda” chiede Seltin così da favorire l’imprinting.

Quando il guscio si infrange il piccolo di falcofreccia esce volteggiando nell’aria e Seltin comincia a familiarizzare con l’animale, mentre lui rimane sul ponte tornate tutti nella cabina per continuare la lettura del diario.

 ... il morale è molto basso, la perdita di Kwak è stato un duro colpo per tutti, lievi momenti di conforto arrivano dalle note suonate da Duff in onore del nostro compagno caduto...”

 ...io sono Chimay, senza di me non sarebbero arrivati fin qui, è solo grazie alla mia esperienza nello scassinare che abbiamo potuto rubare quella chiave, metterò le mani su quell'arma, stavolta le cose saranno diverse.

 ...non dovevamo usare la spada per salvare questa gente, dovevamo usarla per noi, il suo potere è grande e lo hanno voluto tenere solo per per loro…

 ..quei traditori. Mi hanno lasciato qui, su questo sasso volante a morire da sola…

 ...le terre si stanno riunendo, come Kahlua aveva chiesto alla spada, forse riuscirò a cavarmela…

 ...è comparso da un groviglio di rami sul terreno, ha detto di essere Alastor, Dio del Chaos e dei Venti e protettore di questo mondo … ci avevano parlato di un vecchio druido pazzo che viveva nei boschi, si tratta sicuramente di Alastor, ma egli non è un druido e tantomeno un pazzo, capisco comunque che il suo aspetto e i suoi modi possano trarre in inganno...

 ...i poteri di Alastor sono inimmaginabili, egli mi ha accolto nella sua dimora…

 ...ho avuto modo di passare molto tempo con Alastor, che mi ha raccontato come avessero conosciuto la Spada Azzurra…

 ...sono passati molti raccolti dalla partenza dei miei compagni, ora me ne rendo finalmente conto, il potere della Spada mi aveva corrotto, anche se non credo di poterli perdonare del tutto li capisco per quello che mi hanno fatto e piango per le loro vite, è ormai chiaro, hanno fallito. La mente di Alastor è sempre più offuscata e i suoi poteri sono quasi del tutto svaniti, lui e il suo mondo si stanno di nuovo frammentando…

 “Il potere dei patroni è fortemente legato al loro piano. Ecco perchè quando abbiamo espresso il desiderio di risanare i mondi prima Osvald, poi Wrasten, Herod e Tarolas hanno riacquisito le loro memorie e parte dei loro poteri divini. Questi dei hanno sempre vissuto nei loro mondi ma privi della loro coscienza, dormienti. Ora mi spiego anche perché le rune sui loro corpi abbiano brillato ogni volta che esprimevamo un desiderio, era il segno del loro ritrovato potere, esse sono il simbolo della loro stessa essenza e rappresentazione del loro dominio divino, e le abbiamo ritrovate infatti su ognuno dei templi a loro dedicati.

Purtroppo non abbiamo potuto godere della loro conoscenza dovendo partire sempre di fretta dal loro mondo dopo che li avevamo risvegliati, chissà quante cose avrà scoperto questa Chimay negli anni in compagnia di un Alastor in possesso delle sue facoltà, è un vero peccato che questo manoscritto non si sia conservato integro, comunque le informazioni che ne abbiamo ricavato sono decisamente importanti e potranno sicuramente aiutarci ad avere successo dove loro hanno fallito e non è detto che più avanti non incontreremo altre tracce lasciate da questi coraggiosi eroi.”