ATTO PRIMO: IL GRIFO NERO

26 maggio 2012, Città della Domenica

 

Invitati alla Città della Domenica su convocazione del Principe Cesare Maria de Vecchi, detto il Grifo Nero, i Fratelli di Perugia si riuniscono e fanno la conoscenza di alcuni nuovi volti: la commissione d'indagine del Circolo della Megera di Arezzo, guidata dal feroce Moloch, che ha il compito di far luce sulla scomparsa degli Accoliti di Perugia, e tre neonati che si dichiarano Progenie di Aldo Farnese, un Accolito da poco risvegliatosi che si credeva scomparso insieme al Circolo della Megera. In seguito a un veloce proesso, si è deciso di dare ai tre la possibilità di evitare la condanna a morte ultima se si dimostreranno degni; dopodiché i Fratelli di Perugia hanno iniziato a curarsi dei propri Requiem personali, partecipando ad uno dei momenti più critici della Danza Macabra di Perugia. Il Grifo Nero e la Badessa, ognuno con i propri mezzi e per i propri scopi, hanno cercato di sviare le indagini della squadra di Arezzo, Montecorvo di operarsi per evitare la guerra e Antinori era per lo più impegnato a dirigere le diverse trattative che i vari Carthiani avevano con gli altri Fratelli, in particolare quella con la Lancea Sanctum riguardante lo scambio di una fiala di Vitae che si dice appartenesse a Santa Caterina da Siena in cambio della raccomandazione per la nomina di un'Arpia Carthiana. Aldo Farnese, nascosto in forma d'ombra, è presente, non visto, e osserva la situazione. Nel frattempo, lo Sceriffo Antonella Barberini cerca di far luce su quei misteri che mettono in pericolo la comunità di Perugia, trovando il libro “Vincere il Giorno” che Corvo, il Gangrel fedele servitore del Principe, aveva nascosto; intanto i tre Neonati iniziano a fare conoscenza dei Vampiri di Perugia, i quali cercano subito di utilizzare le proprie capacità sovrannaturali su di loro per scoprire quale sia la loro eredità: così facendo il rituale operato dal Magus Aik reagisce, rubando Vitae dai Vampiri che cercano di usare la forza o l'inganno sui tre Neonati e spingendoli alla Frenesia, istigando ancora di più la curiosità dei Fratelli nei confronti della Progenie del Farnese.

Improvvisamente lo svolgersi della serata viene turbato quando Aronne, il Ghoul maggiordomo, in evidente stato di compulsione mentale, trova un sacco fuori dall'Elysium, lo introduce all'interno e ne mostra il contenuto ai Vampiri presenti, rivelando la testa mummificata di Ermanno degli Uberti, che per un istante riacquista fattezze normali, facendosi riconoscere da tutti i presenti: dopo aver maledetto in un urlo di agonia il nome di Ascanio, si dissolve in cenere, causando l'ira di Anselmo degli Uberti, Progenie ed ex Araldo del Conte. Da quel momento le informazioni iniziano a diffondersi fra i Fratelli in maniera più veloce, e la maggior parte di loro cerca di scoprire la verità dietro agli avvenimenti recenti. Il Gangrel Gufo nel frattempo, che ha l'incarico di gestire i rapporti con i Lupini, riceve da questi un messaggio per le alte cariche di Perugia, informandoli che il “regalo” arrivato è da parte loro, che adesso vogliono al testa del “secondo peccatore”. L'interesse nei confronti della Progenie del Farnese aumenta, sospettando che essi abbiano la chiave per risolvere il mistero, la squadra di Arezzo fa sempre più pressione su Perugia, lo Sceriffo porta avanti le sue indagini, il Grifo Nero e la Badessa iniziano a perdere il controllo della situazione; nel frattempo Vincenzo Braconi, grazie al suo contatto Magus Marduk, scopre che l'ampolla di Vitae che lui ha recuperato da Siena non può appartenere a Santa Caterina, in quanto vecchia di almeno 2000 anni: Antinori fa dunque interrompere immediatamente le trattative con la Lancea.

A un certo punto la situazione diventa stantia, le informazioni smettono di circolare e non si sembra arrivare a una soluzione: è a quel punto che il Farnese stesso si presenta alla comunità di Perugia, prendendo possesso del corpo di Aronne, tramite il quale comunica alla comunità la necessità di smascherare chi si è macchiato di colpe imperdonabili, affinché certe “cose” possano continuare a rimanere “dove devono restare”; se non ci penseranno i Vampiri, allora il Farnese dovrà farlo insieme ai suoi alleati Lupi Mannari. Una volta lasciato il corpo del maggiordomo, il Farnese continua a dare istruzioni velate alla sua progenie e a cercare di muovere le pedine sulla scacchiera di Perugia. Attraverso un pubblico dibattito fra i diversi personaggi di spicco presenti e grazie anche all'intervento dello Sceriffo che ha raccolto le tre eredità del Farnese, si giunge dunque alla soluzione del mistero, rivelando i peccati del Grifo Nero (il “secondo peccatore”), della Badessa e del Conte Ermanno degli Uberti (il “primo peccatore”): il Principe e il Vescovo vengono impalettati e presi in consegna da Moloch, il quale dichiarerà dunque l'estraneità della comunità di Perugia dai fatti che hanno causato l'ira del Circolo della Megera. L'oggetto magico del Grifo Nero e il libro del Conte Ermanno vengono presi in custodia dallo Sceriffo.

 

Perugia è salva da una guerra che avrebbe potuto rivelarsi fatale per la società dei Fratelli, ma nel sollievo del pericolo scampato un interrogativo rimane: chi prenderà in mano le redini del comando, ora che il trono è vacante?